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La propoli

PropoliLa pròpoli (meno frequentemente anche pròpolis, sulla falsariga delle altre lingue europee e del greco antico) è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante. Si tratta quindi di una sostanza di origine prettamente vegetale anche se le api, dopo il raccolto, la elaborano con l'aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dalle api stesse. Il colore può variare moltissimo nelle tonalità del giallo, del rosso, del marrone e del nero. L'odore è fortemente aromatico.

Origine

Esistono diverse teorie sull'origine della propoli. La più accreditata attualmente è quella formulata da Rosch che ha osservato le api raccogliere le resine dagli alberi con le mandibole per poi elaborarle con le zampe anteriori, mediane e posteriori fino a condurle nella borsa pollinica di quest'ultimo paio di zampe. Per evitare di imbrattarsi, l'ape produce enzimi specifici e rigurgita polline, impastando il tutto in pallottole più piccole rispetto a quelle di solo polline. Sia la raccolta che le operazioni per liberarsi del carico, eseguite con l'aiuto di altre api una volta che la bottinatrice rientra nell'alveare, richiedono diverse ore di lavoro. Tra i generi vegetali più produttivi da questo punto di vista, relativamente alle nostre latitudini, vengono annoverati il pioppo, il salice, la betulla, l'ontano, il pino, l'abete ed il pruno. La teoria che ipotizza un'origine della propoli interna all'alveare è meno accreditata in quanto non è stata ancora dimostrata.

Raccolta e produzione

La propoli si può produrre in due maniere radicalmente differenti. La raccolta naturale consiste nel rimuovere con un apposito raschietto tutta la propoli che le api hanno depositato in giro per l'alveare. L'operazione, detta raschiatura, permette di ottenere quantitativi moderati di scarsa qualità, poiché vengono inglobati anche pezzetti di legno, resti di api morte, cera e altre impurità. Tale metodo è quindi inadeguato per obiettivi commerciali e può essere adottato al massimo per il consumo familiare. La raccolta artificiale invece viene praticata con vari metodi e strumenti sperimentati dagli apicoltori nel tempo che permettono di ottenere propoli in quantità e qualità adeguata agli usi commerciali.

Utilizzo da parte dell'ape

Le api utilizzano la propoli per rivestire le pareti interne delle celle utilizzate per la deposizione delle uova e l'allevamento delle larve. Viene utilizzato anche per chiudere le piccole fessure che non consentono il passaggio delle api (spazio d'ape) e per rivestire, mummificandoli, i cadaveri di animali morti all'interno dell'alveare (api e predatori) che le api non riescono ad espellere, per costruire barriere di difesa, per ridurre il foro di volo. In sintesi la propoli viene utilizzata insieme alla cera come materiale da costruzione, come isolante e come rivestimento protettivo per tutte le superfici interne dell'alveare. Dal punto di vista sanitario la propoli svolge le funzioni di antibiotico e antivirale.

Utilizzo da parte dell'uomo

È molto probabile che, presso gli Egizi, la propoli fosse una delle sostanze usate per la mummificazione (la "resina" che viene citata nelle fonti storiche). Più tardi è stata utilizzata come vernice per strumenti musicali dai maestri liutai, il più famoso dei quali è Antonio Stradivari. La propoli viene utilizzata in apiterapia, disciplina ancora relegata ad un ruolo di secondo piano all'interno delle medicine alternative, anche se negli ultimi anni si sono incrementati notevolmente gli studi scientifici da parte della medicina. Viene utilizzato anche nella produzione di caramelle e in soluzione alcolica contro il mal di gola e le infezioni orali. In virtù delle innumerevoli attività benefiche, prodotti a base di propoli sono ammessi anche in agricoltura per la difesa delle colture. In particolare, si sfruttano le seguenti azioni:

  • Antisettico: contenimento in modo naturale di vermi (antielmintico) batteri (antibiotico) e di funghi (antimicotico), accentuazione delle auto-difese delle piante, riduzione della formazione delle gommosi fisiologiche delle drupacee
  • Protettivo: formazione di una pellicola cerosa idrorepellente di difesa sulla superficie dei frutti che ostacola lo sviluppo dei patogeni
  • Cicatrizzante: rapido asciugamento e cicatrizzazione delle ferite provocate da tagli di potatura, eventi climatici, (grandine, vento, ecc.), punture di insetti.
  • Attrattivo per le api: la caratteristica profumazione attrae gli insetti impollinanti favorendo una naturale fecondazione del fiore (la presenza di boro favorisce l'allungamento del budello pollinico).

 

Proprietà mediche

La propoli ha proprietà antibiotiche (batteriostatiche e battericide), anti-infiammatorie, antimicotiche, antiossidanti ed anti-irrancidenti, antivirali, anestetiche, riepitilizzanti e cicatrizzanti, antisettiche, immunostimolanti, vasoprotettive, antitumorali.

Fino ad oggi non è stata registrata nessuna significativa controindicazione nell'uso della propoli ad eccezione di alcuni casi di ipersensibilità e di sensibilizzazione manifestatesi in soggetti tendenzialmente allergici. Manifestazioni messe in relazione all'abbondante presenza di allergeni nelle resine delle piante da cui le api traggono la propoli.

Fonte: Propoli - Wikipedia

Altre fonti d'informazione sulla propoli:
Agroscope: Propoli (PDF), Stefan Bogdanov - edito dal Centro svizzero di ricerche apicole;
Mieli d'Italia: Propoli - edito dall'Unione nazionale associazioni apicoltori italiani;
I prodotti dell'alveare: Propoli - edito da Figlia dell'erborista (blog privato);
CONAPI: Propoli - edito dal Consorzio Apicoltori ed Agricoltori Biologici Italiani;
Propolis - edito dalla statunitense National Library of Medicine (in inglese).

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